Attualità e Mercato

pubblicato il 24 ottobre 2012

Inaugurata la nuova sede di Texa S.p.A.

Presente al taglio del nastro il Ministro Elsa Fornero

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Lo scorso 29 settembre è stato inaugurato il nuovo stabilimento della Texa a Monastier di Treviso, l’azienda italiana che fa scuola in tutto il mondo per le sue competenze nella diagnostica dei veicoli.
La Texa, società veneta fondata nel 1992 da Bruno Vianello e Manuele Cavalli, è considerata oggi una delle aziende italiane più all’avanguardia nel settore dell’automotive, ma operando in un settore che normalmente non è sotto i grandi riflettori dell’editoria, non è molto nota agli appassionati.

La Texa è un piccolo colosso che conta ben 455 dipendenti con un’età media di 30 anni, ed è presente in tutto il mondo con un’ampia rete di distribuzione, commercializzando direttamente tramite filiali in Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Polonia, Russia, Giappone e Stati Uniti. Tutti i prodotti sono rigorosamente ingegnerizzati, prototipati e costruiti in Italia, perché nelle intenzioni di Vianello la Texa deve essere un’eccellenza del Made in Italy.
Per la realizzazione del nuovo stabilimento è stato necessario un investimento di 50 milioni di euro, la struttura si sviluppa su una superficie di 104.000 metri quadrati, dei quali oltre 30.000 coperti.

Nel realizzare il nuovo stabilimento, alla Texa hanno pensato di affiancare a macchinari innovativi un ambiente di lavoro unico nel suo genere, con la presenza di un borgo antico che racchiude caffè, ristorante, museo, teatro, sala giochi. Insomma tutto ciò che serve per poter lavorare in serenità e con un approccio creativo e propositivo. I dipendenti sono attualmente 455, con un’età media di 30 anni.

L’inaugurazione si è tenuta in presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, che al taglio del nastro ha dichiarato che: "Credo che questa sia davvero la prima giornata, da quando è cominciata questa mia attività di Ministro il 16 novembre dello scorso anno, in cui mi sento bene. Ringrazio per questo invito e per l’occasione che mi è stata data di partecipare a qualcosa di bello che segna una prospettiva nuova per il nostro Paese. Imprese come la Texa rappresentano il benchmark per la ripresa non solo economica ma anche civile e morale. Sono coloro che hanno il senso di non scappare, di restare e costruire".

L’evento è stato occasione per invitare a visitare un’azienda italiana che fa scuola nel mondo non solo le istituzioni e la classe politica nazionale e ragionale, ma anche gli industriali italiani della zona nonché quelli più in vista. All’inaugurazione erano presenti infatti Alberto Bombassei, presidente della Brembo, Giuseppe De’ Longhi, Riccardo Illy, Federico Zoppas e molti altri.

La dichiarazione rilasciata da Bruno Vianello è stata: "Abbiamo inaugurato il nuovo stabilimento in un periodo storico-economico di grande incertezza, impossibile da prevedere quando, cinque anni fa, posammo la prima pietra. In questo momento ci sentiamo come dietro ad una safety car che ci obbliga a procedere a velocità costante. Non vediamo l’ora che questa safety car rientri ai box, perché la macchina TEXA è pronta con l’assetto giusto, il pieno di benzina, le gomme morbide e tantissima energia per scattare e prendere subito un ampio margine di vantaggio su tutti i nostri concorrenti. Come imprenditori, io e Manuele Cavalli crediamo di avere fatto il nostro dovere fino in fondo, anche quello etico, con la scelta di continuare ad investire in Italia, nonostante la tipologia dei nostri prodotti ben si presterebbe ad una delocalizzazione. Mi riferisco non solo alla realizzazione di questo nuovo stabilimento, ma anche al fatto che continuiamo ad assumere tanti giovani, ai quali oltretutto provvediamo tramite i nostri programmi formativi anche a completarne l’istruzione scolastica".

Tra le dichiarazioni di tutti gli industriali intervenuti, la più illuminata è certamente quella di Alberto Bombassei, Presidente Brembo: "È un grande orgoglio per me sapere che Bruno Vianello mi abbia preso come esempio da seguire per quanto riguarda qualità e innovazione industriale. Ha perfettamente ragione quando dice che un paese senza industria è povero, è debole. L’Italia è ancora oggi il secondo paese europeo per produzione manifatturiera. Nonostante ciò, il nostro sistema deve evolvere ancora, verso produzioni ad alto valore aggiunto, occupando personale altamente qualificato e puntando forte sull’innovazione tecnologica. La crisi impone alle nostre aziende di essere ancora più organizzate e proiettate sui mercati internazionali".

Autore: Lorenzo Gargiulo

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