Epoca e Classiche

pubblicato il 6 ottobre 2012

Nicola Dutto: la sua storia

Essere paraplegici non significa non poter fare enduro... anzi!

Nicola Dutto: la sua storia
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Chi dice che se non si possono usare le gambe non si può andare in moto? Non è la prima volta che parliamo di questo argomento. Oggi è il turno di Nicola Dutto, il primo pilota in Europa che è tornato a gareggiare in moto dopo un incidente che lo ha relegato su una sedia a rotelle. Corre ad alti livelli, pur avendo subito la lesione della settima vertebra dorsale ed essere quindi paralizzato da metà fascia addominale il giù. A fine luglio ha partecipato alla Baja Espana Aragon in sella ad una Suzuki RMZ 450 X appositamente allestita. Ora sta definendo i suoi programmi: il suo obbiettivo è partecipare alla Baja 500 California, tornare alla Baja Espana Aragon e possibilmente gareggiare alla Baja 1000.

Insomma, Dutto è entrato nella storia dello sport mondiale. Alla Baja Espana Aragon ha gareggiato per il team Bordone Ferrari e si è classificato 24esimo assoluto, un risultato ottimo ma che sarebbe potuto essere perfino migliore se Nicola non fosse stato frenato dalla rottura di un fusibile, poi sostituito. Senza quell’inconveniente probabilmente si sarebbe classificato tra i primi 15.

Nicola Dutto vive a Beinette, in provincia di Cuneo, è un "eroe" ma non si sente tale, non vuole lanciare messaggi ma solo continuare a praticare lo sport che ama, come ha sempre fatto. "Gareggio per me stesso perché mi piace farlo. Quest’anno si è parlato tanto di campioni in carrozzina ma preferisco non essere paragonato ad altri atleti, ognuno di noi è diverso ed ha la propria storia. Nutro una profonda stima per Alex Zanardi ma, se proprio si vogliono fare dei parallelismi, preferisco essere accostato ad Oscar Pistorius perché anche lui gareggia con i normodotati".

Nicola Dutto è stato per anni uno tra i migliori specialisti del Baja, disciplina in cui gareggiano diversi piloti che partecipano alla Dakar. Ha un curriculum sportivo eccezionale: è stato pluri-Campione Europeo Baja, pluri-Campione Italiano, ha vinto vari campionati Rally Raid in Spagna, ha conquistato piazzamenti prestigiosi in Messico ed in California. Il 20 marzo 2010 l’incidente all’Italian Baja (tappa italiana dell’Europeo) a Pordenone e la lesione vertebrale... Carriera finita? Assolutamente... no! Dopo 9 mesi in ospedale è tornato alle competizioni. Nel 2011 ha gareggiato al Baja 1000 a bordo di un buggy Polaris RZR 800 ma non è riuscito a concludere la gara per noie meccaniche. Quest’anno ha deciso di tornare in moto e si è subito espresso ad alti livelli.

"Le difficoltà principali che ho incontrato in questi due anni si possono sintetizzare in tre parole: burocrazia, scetticismo e pietismo. Dopo l’incidente sono passato da atleta vincente a malato. Appena sono uscito dalla clinica seduto sulla carrozzina ho notato che la gente mi guardava in modo diverso e lo fa tutt’ora: ciò mi fa pensare ed è una cosa molto brutta. Fortunatamente ho trovato anche chi ha creduto in me ed ha sposato la mia causa considerandomi uno sportivo e non un paraplegico".

In Spagna ha fatto tacere gli scettici. "Ho corso da leone, senza rendermi conto di non poter utilizzare le gambe. Per me gareggiare in moto è una cosa naturale, sono subito tornato a compiere dei movimenti che per me erano abituali, come se il tempo si fosse fermato e fossi tornato in sella dopo una vacanza. Fisicamente sto bene, in questi due anni ho sviluppato al meglio la parte superiore del corpo ed ora non mi viene istintivo mettere i piedi a terra. In Spagna mi sono espresso al di sopra delle aspettative generali ed è stato molto importante perché un conto è correre "da pecora" un altro è essere competitivi e lottare per piazzamenti importanti. Il pubblico è stato splendido, un delirio, mi ha incitato in modo straordinario. Durante una prova speciale ho riso e pianto contemporaneamente dentro al casco vedendo tanta gente che impazziva per me. Concludere quella gara è stata un’emozione indescrivibile. Tutti gli altri piloti si sono poi congratulati con me perché sapevano bene cosa avevamo affrontato".

Assieme a Nicola nella sua avventura il suo compagno fraterno Julian Villarubia che lo ha seguito in moto, la moglie Elena e tutti i ragazzi del suo staff definiti i "Nico’s Angels". "Elena è stata la prima a credere in me e nel fatto che sarei potuto tornare a gareggiare, senza di lei non sarei riuscito a fare tutto questo". Ora Nicola sta definendo i suoi programmi. Il suo obbiettivo è partecipare alla Baja 500 California, tornare alla Baja Espana Aragon che nel 2013 celebrerà il trentennale e possibilmente gareggiare alla Baja 1000 ma questa è ancora in forse "Tutto dipende da come andrà la Baja 500 che sarà una sorta di test per verificare quale sarà la mia condizione e per definire al meglio i miei prossimi traguardi".

Nicola Dutto Baja Aragon 2012

Nicola Dutto Baja Aragon 2012

Autore: Redazione

Tag: Epoca e Classiche , monocilindriche , enduro , curiosità , varie , personaggi , gare , fuoristrada , piloti , personaggi famosi , rally


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