Interviste

pubblicato il 20 settembre 2012

Brammo: intervista a Craig Bramscher

Il CEO di Brammo ci parla del passato, del presente e del futuro della sua azienda

Brammo: intervista a Craig Bramscher
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In occasione della presentazione delle Brammo Empulse ed Empulse R 2013 poco prima dell'estate, evento tenutosi a Hollywood, California, abbiamo avuto modo di rivolgere qualche domanda a Craig Bramscher, fondatore e CEO (Chief Executive Officer) di Brammo, azienda di cui spesso parliamo e che ha sede ad Ashland, Oregon, negli Stati uniti d'America.

Brammo. Le Origini... Da dove è iniziata l'idea di tutto questo, da chi e soprattutto, da quando è iniziato questo progetto, si aspettava di arrivare fino a questo livello?
"Brammo Motorsport è iniziata nel mio garage, dopo aver visitato diverse concessionarie di Ferrari e Lamborghini di Hollywood e Los Angeles. Cercavo una supercar che fosse abbastanza comoda... da sedermici dentro. Ero un giocatore di football alle superiori, presso la Shawnee Mission South High School e sono alto 1,91 m, ma... ho la vita alta, quindi in una supercar è come se fossi 1,98! Volevo dunque costruire un'auto che potesse ospitare una persona di 2,03 metri con un peso di 140 Kg. Il 4 settembre 2002, ho registrato il nome "Brammo Motorsport" nello Stato dell'Oregon. Brammo ha così iniziato ad importare la Ultima Can Am (un'auto supersportiva inglese), per analizzare la componentistica di questa, gli utensili necessari ed il processo costruttivo per realizzare un veicolo completo. La Brammo Motorsport continuò per diverso tempo a importare le auto dalla Ultima a pezzi, assemblandola e vendendola ai clienti. Ai clienti poi offrivamo la possibilità di seguire la costruzione del loro veicolo in tempo reale online. La Enertia GT era un'auto realizzata per la produzione, costruita per ospitare un motore V12 Falconer aspirato. Dopo poco, fu annunciato che la GT sarebbe stata oggetto di un progetto speciale per essere equipaggiata con una batteria elettrica per competere con la Tesla Roadster.

Brammo registrò il marchio "Pro GT" nell'aprile 2004 per il design della Brammo Motorsport Pro GT e assunse Brian Wismann come lead designer per costruire un prototipo. Il prototipo della Pro GT era equipaggiata con un motore V12 da 9.800cc capace di 800 CV. Commissionammo poi alla Xtrac, Inc. del Berkshire (Inghilterra), un cambio sincronizzato trasversale a sei rapporti. Oltre a tutto questo, Brammo Motorsport costruì anche un motore Falconer V12 customizzato, e la Pro GT divenne Rogue GT. Mentre "operavamo" con questo progetto, importavamo anche le Gardner Douglas T70s; abbandonammo la cosa per la scarsa richiesta. Nel 2006, la Nissan Motors si interessò al marchio "Rouge", acquistandolo, per poi produrre nell'ottobre 2007 il compatto SUV crossover Nissan Rogue.

All'inizio del 2005 acquistammo la licenza per produrre la Ariel Atom, un veicolo privo di carrozzeria disegnato da Nik Smart, mentre questo era appena uno studente alla Coventry University. La licenza era però valida per costruire solo sul mercato nordamericano. Dopo aver acquistato la licenza dal CEO di Ariel, Simon Saunders, la Brammo rivide il veicolo, effettuando diverse miglioramenti, per poi iniziarne la produzione. I motori precedentemente installati in Gran Bretagna (degli Honda), furono messi da parte per ottenere dei propulsori GM Ecotec sovralimentati della General Motors, anche se solo 10 Atom furono equipaggiate con dei propulsori Honda K20A. La compagnia vendette oltre 130 auto in 20 mesi. Anche Jay Leno ne comprò una e scrisse un articolo completo sulla rivista Popular Mechanics.

Nel 2007, decisi che un'auto con 1.000 CV ed un consumo di 78l/100 Km non era vendibile al giorno d'oggi. Iniziamo a guardare più accuratamente i motori elettrici, un po' come... un passo successivo, visto la coppia motrice di cui questi sono capaci. Iniziammo dunque a sviluppare una Ariel Atom elettrica; questo ci permise di aumentare le nostre conoscenze in quel campo. Nonostante Brammo fosse stata capace di sostituire con dei potentissimi motori GM la Atom, in luogo degli Honda utilizzati in Inghilterra, il progetto "Atom elettrica" non era coperto dalle eccessive spese. Fu così che l'azienda decise di sviluppare un proprio veicolo elettrico (EV).

Grazie all'esperienza accumulata con la costruzione di supercars, la ricerca nella trasmissione elettrica e la ricerca nella tecnologia delle batterie, con un ottimo rapporto peso/potenza e uno sviluppo d'altissimo livello con le batteria al litio, la costruzione di una EV era possibile, ma il peso, che doveva essere basso, era un concetto cruciale. Decidemmo quindi di realizzare una moto! Le nostre forze si concentrarono dunque sulla realizzazione del prototipo della Enertia. Dopo aver costruito quest'ultimo, trovammo degli investitori e cambiammo il nome da Brammo Motorsport a Brammo, Inc., concentrandoci solo sulla costruzione con propulsione elettrica. Registrammo il marchio "Brammo, Inc." nell'agosto del 2008 e il mese successivo ottenemmo 10 milioni di dollari di finanziamenti da Best Buy, Venture Capital, Chrysalix Energy Venture Capital, ed altre società"
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Le moto elettriche sembra che siano il futuro, e Brammo, è sicuramente la compagnia più avanzata sia a livello tecnologico che di ricerca... ci sono programmi per lo sviluppo di uno scooter, magari per il mercato europeo?
"No, in questo momento non abbiamo in progetto lo sviluppo di uno scooter. Siamo concentrati sulle moto".

State pensando di vendere la Empulse RR in Europa (ovviamente omologata con targa, fanali, luci... etc...) ?
"In questo momento abbiamo in programma di ricevere l'omologazione per l'Europa nella primavera del 2013, ma per la Empluse e la Empulse R, che subito dopo sanno in vendita per il Vecchio Continente".

Pensate di vedere le vostre moto in Italia? Se no, perchè, se sì, chi sarà l'importatore e quanti dealer avrete qui da noi?
"L'Italia è nei nostri programmi e abbiamo già tre dealer a Milano, Trento e Roma".

La Empulse è la sola moto con un'autonomia di 100 miglia e una top-speed di 100 miglia orarie. Un'evoluzione importante per il mercato delle moto elettriche, ma c'è sempre qualcosa da poter sviluppare. Brammo riuscirà ad incrementare le prestazioni sia per la velocità massima che per l'autonomia nel futuro? E cosa farete per fare tutto ciò?
"Brammo è riuscita a guadagnarsi la reputazione come azienda più innovativa e con le migliori performance nel campo delle moto elettriche grazie alla ricerca, allo sviluppo ed al programma delle gare. Fare le batterie e la trasmissione è il nostro punto di forza e ci manterremo a questo livello per il futuro".

Parlando di motorsport... Cosa c'è nel futuro di Brammo? TTX GP?
"Il Team Icon Brammo ci ha appena permesso di vincere il secondo Titolo Nazionale e per il 2013 parteciperemo a due campionati: l'High performance prototypes con la Empulse RR e la E-Superstock con la Empulse TTX".

Mugen Honda, MotoCzysz... Non avete pensato di partecipare al TT di Man nella Classe TT Zero quest'anno?
"Il TT dell'Isola di Man ha un posto speciale nei nostri cuori e ci piacerebbe tornare e gareggiare ancora lì, visto che siamo saliti sul gradino più alto del podio nella prima gara della TT Zero. Fa parte del nostro heritage...".

Per quanto riguarda le specifiche tecniche, qual è la vita media di una vostra batteria? Diciamo 2 anni ad esempio... sarà poi possibile cambiarla e sostituirla facilmente? Quanto costerà?
"La vita delle Brammo Power Batteries saranno vicine alla vita di una motocicletta, quindi i clienti non ce le richiederrano come ricambio".

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Interviste , varie , tecnologia , interviste , moto elettriche


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