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pubblicato il 17 settembre 2012

MotoGP 2012 Misano: il "ritorno del Dottore"?

La Ducati migliora quando Rossi se ne va. Ironia della sorte?

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Nel guardare la gara della MotoGP di Misano, che si è corsa ieri e che ha visto la vittoria di Jorge Lorenzo davanti a Valentino Rossi, vengono in mente una marea di considerazioni sul Campionato in corso e sul rapporto Casa/Pilota più chiacchierato dell’anno, quello tra Rossi e la Ducati.

LA FORZA DEL RISULTATO
Un secondo posto, quello conquistato da Valentino Rossi, che vale una vittoria per il pilota italiano, giunto al traguardo a soli 4"398 s da Jorge Lorenzo, e che è riuscito a tenere a bada il giovane più in forma del momento Stefan Bradl, seguito da Andrea Dovizioso e Alvaro Bautista.
Un secondo posto, che non serve a niente ai fini del Campionato, ma che ha subito riaperto l’annosa diatriba tra moto e pilota e sul valore che ognuno di questi fattori porta al raggiungimento di un risultato.
Pensateci un attimo: è bastata una buona gara di Rossi per far risalire le quotazioni del pesarese, e da più parti sono arrivati elogi per il lavoro svolto nello sviluppare la Desmosedici. Ma come? Fino a pochi giorni fa la Ducati era afflitta da problemi così insormontabili da farla bollare dagli addetti ai lavori come la moto ammazza-carriere, la moto che neanche Valentino Rossi è riuscito a far andare, e ora basta una gara e miracolosamente la Desmosedici recupera tantissimo terreno sulle battistrada?

Beh, come al solito è bene guardare i fatti in maniera critica annotando un po’ di condizioni al contorno.
La gara di Misano della MotoGP per Rossi è stata quasi una passeggiata, visto che Casey Stoner è a casa infortunato, Daniel Pedrosa è stato centrato al primo giro da Barbera, e Jonathan Rea ha bisogno di fare pratica con la RC-V prima di potersi dichiarare competitivo.
Tolte di mezzo le Honda ufficiali quindi, e senza neanche il pensiero di Nicky Hayden che ha corso con una mano gonfia come un pallone, gli ostacoli sulla strada di Rossi sono stati ben pochi.
Cal Crutchlow ha pensato bene di stendersi mentre era in rimonta, Ben Spies si è ricordato da che parte girare il gas quando ormai era troppo tardi e anche il buon Andrea Dovizioso atteso a un bel risultato a Misano, non è mai riuscito ad impensierire il rookie tedesco Bradl, finendo per battagliare con Alvaro Bautista, risalito dalle retrovie.
L’unico che ha tentato di impensierire Rossi è stato proprio Bradl, il novellino della compagnia, ma a conti fatti neanche questo figlio d’arte tedesco è riuscito ad attaccare Vale, perdendo pian piano terreno dalla Desmosedici, dovendo anche guardarsi dagli incalzanti Dovizioso e Bautista, che seguivano a pochi metri.

E allora: è vera gloria? La Ducati sta davvero migliorando e sta rispondendo alle modifiche volute da Rossi? Se così fosse sarebbe davvero un peccato veder partire il Dottore proprio adesso che moto e pilota iniziano ad andare d’accordo, perché da che mondo è mondo sono i rapporti a lunga scadenza che portano i migliori frutti. Un peccato perché in tanti hanno accarezzato il sogno di vedere Rossi vincente sulla Ducati.
Fatto sta che la forza intrinseca del risultato ottenuto da Rossi è di aver istantaneamente fatto risalire le quotazioni di moto e pilota, e questo merito va ascritto unicamente alle conosciute qualità di comunicatore del pilota italiano. Meglio così: Rossi andrà via dalla Ducati e se i risultati 2013 della rossa saranno buoni, potrà sempre dire che la guarigione della Desmo16 è merito suo, mentre a Borgo Panigale potranno sostenere che anche senza Rossi la Casa bolognese è in grado di stare davanti.

Se volete continuare ad approfondire questo tema vi segnaliamo l’editoriale di OmniCorse.it che, a firma di Franco Nugnes, analizza con chiarezza tutti i fatti salienti del GP di San Marino.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Sport , 1000 , motogp , pista , curiosità , personaggi , gare , autodromi , piloti , personaggi famosi , editoriale


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